Palazzetto dello sport – Roma

Servizi offerti:

  • Analisi sociale ed economica del territorio
  • Analisi di Geomarketing
  • Studio di fattibilità
  • Progetto architettonico
  • Business Plan e Financing solutions
  • Modello di gestione 
  • Modello di convenzione 

Descrizione: 

La forma dell’edificio nasce da più riflessioni, che indagano sia questioni funzionali e di esposizione solare, che questioni estetiche e di proporzioni. La prima riflessione riguarda il sedime su cui andare a progettare l’edificio; questo deve la sua posizione a più fattori:

Il rapporto con il confine del lotto: la distanza di 5 metri da tenere rispetto al limite a Nord – Ovest dell’area di intervento verso via degli Antamoro e la particolare curva generata dalla strada, posta ad un’altezza di un metro e mezzo rispetto  alla quota 0.00 del palazzetto, generano il primo confine entro il quale disporre gli spazi del nuovo edificio, che si pone all’interno di questa sorta di insenatura urbana e si rivolge quindi verso l’accesso da via San Giovanni Eudes.

Il cuore dell’edificio, lo spazio sportivo: il punto di partenza del progetto è stato lo spazio sportivo principale, dedicato prevalentemente a pallavolo, pallacanestro e calcio a 5; la sua posizione, come si vede nella pianta e dell’assonometria, è centrale rispetto alla struttura dell’edificio ed è perpendicolare rispetto all’asse su cui si trova l’ingresso per il pubblico, in modo che spettatori e campo siano messi subito in una relazione diretta. 

L’orientamento: l’inclinazione della pianta del palazzetto rispetto al lotto non è casuale, ma è data da un lato dalla volontà di porre la facciata a Sud – Est, frontale a chi entra dal parcheggio di via San Giovanni Eudes come scritto in precedenza, e dall’altro dalla volontà di orientare il palazzetto dello sport in modo ottimale rispetto al ciclo del sole; con questa disposizione infatti la luce solare entra in modo diretto solo nelle ore mattutine, orario in cui la struttura potrebbe ospitare i ragazzi della scuola vicina, mentre entra in modo indiretto durante il pomeriggio, momento in cui si allenano gli atleti agonisti delle varie discipline.

Il concetto che ha plasmato questo edificio lega fra loro forma, struttura e funzione (venustas, firmitas ed utilitas per dirla con i termini vitruviani), poiché tutti e tre questi aspetti sono inscindibili nella definizione dell’ opera architettonica. Partendo infatti dalla posizione dell’area di gioco, che parlando in termini fisici è una grande piattaforma da 37,40 per 19,90 metri, sono stati posizionati intorno ad essa 4 grandi blocchi in cemento con gerarchie e funzioni differenti, ad ognuno dei quali si appoggia una tribuna, una per ogni lato del campo, sul modello degli stadi inglesi:

Il blocco a Sud – Est è rivolto verso l’entrata da via Eudes e contiene ovviamente l’ingresso; sarà perciò vetrato, per dare un’idea di permeabilità ed apertura verso l’esterno. 

Il blocco a Nord – Ovest contiene invece i servizi per atleti e tecnici e data la sua posizione è stato alzato quasi fino a toccare la copertura, per poter ridurre il più possibile la superficie vetrata e disperdere così meno calore verso il lato più freddo e non riscaldato dal sole.

I blocchi laterali invece sono a diretto contatto con la grande copertura e la sorreggono, raggiungendo un’altezza di 7,5 metri ed ospitando funzioni sia al piano terra che al piano primo.  

Giunti alla definizione di questi blocchi, l’attenzione è stata posta sulla copertura e sulla relazione con gli spazi sottostanti, interni ed esterni, ma anche sul linguaggio architettonico.

L’idea è stata dunque quella di coprire una struttura in cemento molto rigida ed austera con un elemento morbido e sinuoso, un grande segno bianco ondulato che va a contrastare con la ruvidezza ed il carattere massivo dei blocchi strutturali. Lo spazio che si viene a creare nella facciata a Sud – Est fra i blocchi in cemento e la copertura viene chiuso con una grande vetrata a montanti e traversi in alluminio; la copertura del blocco  di ingresso è dunque sagomata in modo che l’edificio dia quasi l’impressione di volersi aprire in direzione della luce solare ed aumentare così l’ irraggiamento dello spazio interno.